Falco di palude

Falco di palude

Nome scientifico: Circus aeruginosus-classificato da Linneo nel 1758
Appartiene alla Famiglia degli Accipitridi
In sardo viene detto: stori de puliga, asturolia marina

E’ una specie facile da avvistare, perché nidifica nelle zone umide di tutta la Sardegna. Non è molto facile da riconoscere perché simile ad altri rapaci. E’ particolarmente protetto a livello Europeo, perché a forte rischio di estinzione. Frequenta ambienti umidi ed aperti come stagni, laghi o fiumi a lento corso, circondati da vegetazione erbacea alta, canneti o tifeti. Nidifica dal livello del mare fino a 700 m. E’ possibile talvolta osservarlo anche in ambienti asciutti, di pianura o di bassa collina, ma non in periodo riproduttivo dove frequenta solo gli ambienti umidi.

 

Come riconoscerlo. E’ un rapace di media grandezza, con becco nero curvo e tagliente. Il maschio è marrone chiaro, con la coda e la punta delle ali grigio- argento, ma con l'addome rossiccio. La testa e la parte superiore del petto sono più chiare, tendono al rossastro, e hanno delle sottili striature scure. La femmina invece è bruno scuro con del giallo biancastro sulla testa, sulle spalle e sulla gola, mentre i giovani sono bruno scuri. Il volo è lento, esegue dei voli d'esplorazione lunghi e a bassa quota sopra i campi con rari battiti d'ali, tenendo la ali aperte ben sopra il livello del dorso. Vola più alto di altri falchi, di solito a 35-50 metri da terra.

 

Riproduzione. La femmina costruisce il nido sul terreno tra la vegetazione. Le covate (di 3-8 uova) sono presenti dalla fine di marzo fino ad aprile e la schiusa avviene dopo 31-38 giorni. I piccoli possono volare già alla fine di giugno o ai primi di luglio, ma per altre due o tre settimane restano legati agli adulti. Il maschio aiuta la femmina nella cura dei piccoli. Al tramonto si riunisce con altri rapaci della sua specie in dormitori.

 

Alimentazione. Si nutre di topi, uccelli, rettili, anfibi, pesci e piccoli mammiferi (come topi, ma anche lepri e conigli). Quando cattura la preda l’afferra stretta e si dirige fiero verso il nido, per consegnarla alla femmina. Il “passaggio della vittima” avviene in volo.