Falco pescatore

Falco pescatore

Nome scientifico: Pandion haliaëtus- classificato da Linneo, nel 1758
Appartiene alla Famiglia dei Pandionidi
In sardo viene detto: Stori de pisci, Achili de pisci

E’ una specie non facile da avvistare però è facile da riconoscere perché presenta caratteristiche inconfondibili. E’ particolarmente protetto a livello Europeo, perché a forte rischio di estinzione. Vive in prossimità dell’acqua e frequenta paludi, stagni, fiumi e coste marine.

 

Come riconoscerlo. E’ un rapace di grandi dimensioni, con corpo massiccio. Ha la parte superiore del corpo scura, mentre, la parte inferiore è chiara. La testa è biancastra con leggere striature, lievemente crestata, con una larga banda nera che parte dall’occhio e scende lungo il collo verso la nuca. Le zampe grigio-azzurre o verdognole sono possenti, dotate di forti artigli ricurvi, in parte ricoperte di piume dette “calzone”. Il becco è nerastro con base azzurrognola. L’occhio è giallo. Le ali sono lunghe e strette, la coda è corta di colore chiaro con delle linee scure nella parte inferiore. I giovani sono simili agli adulti. Il volo è agile e potente, caratterizzato da battiti alari leggeri e poco profondi alternati a lunghe planate.

 

Riproduzione. La nidificazione avviene su piccole isole, coste rocciose e raramente sui terreni aperti. Il nido, piuttosto grande, è costruito con dei rami e viene ingrandito e riutilizzato più volte. Nel mese di marzo la femmina depone 1-4 uova e si occupa della cova, che dura circa 34-40 giorni, mentre il maschio ha il compito della ricerca del cibo. I giovani sono pronti a volare dopo 7-8 settimane. Non nidifica in Sardegna dagli anni’60, mentre nidifica nella vicina Corsica.

 

Alimentazione. Si nutre prevalentemente di pesci di diverse specie, sia d’acqua dolce che d’acqua salata, in particolar modo quelli che vivono in acque superficiali. Qualche volta preda piccoli mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e crostacei Per cacciare fa dei voli da altezze anche di 40 m per perlustrare la zona e, individuata la preda, si tuffa con gli artigli in avanti in modo da afferrarla. E' talmente specializzato nella pesca che le narici si chiudono durante i tuffi.