Fenicottero

Fenicottero

Nome scientifico: Phoenicopterus roseus - classificato da Pallas nel 1811
Appartiene alla Famiglia dei Fenicotteri
In sardo viene chiamato mangoni, genti arrubia, zenterubia

E’ un uccello molto grande e dall’aspetto particolare, presente in Sardegna, facile da avvistare e da riconoscere. E’ una specie particolarmente protetta in tutta Europa. Nidifica nella nostra isola solo negli stagni di Cagliari, ma è presente durante l’inverno e durante la stagione estiva, in gran parte delle zone umide dell’isola. E’ una specie che ama stare in gruppo (gregaria), frequenta soprattutto acque poco profonde, prevalentemente salmastre o salate.

 

Come riconoscerlo. E’ un trampoliere di grandi dimensioni con collo e zampe lunghissime, può raggiungere il metro e mezzo di altezza. Il suo colore è bianco rosato, più o meno scuro, sotto le ali quasi rosso, con delle parti nere su ali e becco, l’iride è gialla. Il becco è grande, grosso e ricurvo verso il basso. Non c’è differenza tra maschio e femmina, se non nelle dimensioni, il maschio è più grande. I giovani sono grigio brunastri.

 

Riproduzione. Nidifica in colonie. Costruisce il nido con il fango, in primavera, a forma di cratere; la femmina ci depone all’interno un unico grosso uovo che viene covato da entrambi i genitori per circa un mese. Una settimana dopo la schiusa i pulcini della colonia, ancora con piumaggio bianco candido, vengono raggruppati insieme nell'“asilo” (detto nursery) in cui resteranno fino all'involo, che avviene dopo circa dieci settimane. Alcuni adulti rimangono di guardia all’asilo, gli altri vanno alla ricerca del cibo necessario a nutrire i piccoli.

 

Alimentazione. Si ciba prevalentemente di piccolissimi Crostacei (soprattutto Artemia salina), larve, vermi, molluschi, ma anche semi, alghe e frammenti di piante acquatiche. Il suo principale nutrimento, l’Artemia salina, è ricca di pigmenti di color rosso-arancio (detti carotenoidi), che si depositano nelle sue penne facendole diventare rosa. L’intensità del colore rosa del fenicottero dipende quindi dalla quantità di artemia salina presente nelle acque in cui si ciba. Si alimenta immergendo parte del becco nella superficie dell'acqua, spesso smuovendo il fondale con i piedi, le mandibole e la lingua sono fornite di lamelle che filtrano l’acqua e il fango e trattengono le prede, come un setaccio.