Ginepro coccolone

Ginepro coccolone

Nome scientifico: Juniperus oxycedrus L. subsp. macrocarpa(Sibth. et Sm.) Ball
appartiene alla Famiglia delle Cupressaceae
in sardo viene chiamata: Zinniberi de arena

 

Distribuzione. La specie è presente nelle aree costiere sabbiose del bacino del Mediterraneo. In Italia vive sulle coste di quasi tutta l’Italia tirreniche, a sud del settore adriatico, in Sicilia, Sardegna e nelle isole minori. In Sardegna è diffusa in particolare nei sistemi dunali costieri.


Ecologia e habitat. Il Ginepro coccolone è un alberello o arbusto sempreverde, alto da 1 a 5 metri. E’ dioico cioè i fiori maschili e femminili nascono su piante diverse. Il tronco si presenta irregolare e contorto, ramificato fin dal basso. La chioma di piccole dimensioni ha forma globosa, irregolare e ramosa con rami terminanti in rametti penduli. Le foglie aghiformi, piccole e di color verde grigio, sono carenate (la forma ricorda la chiglia di una nave) e riunite in gruppi di tre.  I frutti chiamati galbuli o coccole, di 1-1,5 centimetri sono di colore verde-argento da giovani e bruno rossicci a maturità.
Vive in particolare negli ambienti costieri, soprattutto se sabbiosi. Caratterizza le boscaglie che crescono sulle dune. E’ una specie molto importante per questi ambienti perché contribuisce a mantenere le dune stabili. Il suoi habitat sono quindi le spiagge e i campi dunali che si estendono lungo il litorali.


Curiosità. Si tratta di una specie ad accrescimento lentissimo. In passato per le caratteristiche di grande pregio del suo legno, duro, profumato, imputrescibile e a fibra compatta, è stato tagliato in modo sconsiderato. Ne venivano ricavate travi per tetti e solai, per la costruzione delle coperture degli ovili (pinnettas, barraccas o cuiles) per sculture e per costruire parti di imbarcazioni. Dalla distillazione del legno si ricava un unguento, l’olio di Cade, usato per curare la pelle e per rinforzare i capelli. Le foglie e i frutti venivano usate come diuretico, mentre i frutti vengono utilizzati per aromatizzare alcune pietanze, soprattutto la selvaggina. Questa specie è stata usata, spesso insieme alle conifere, per il rimboschimento di zone litoranee, per il consolidamento di spiagge e dune.