Lentisco

Lentisco

Nome scientifico: Pistacia lentiscus L
appartiene alla Famiglia delle Anacardiaceae
in sardo viene chiamata: Modizzi

 

Distribuzione. Il Lentisco si trova nei paesi che si affacciano nel Mediterraneo . In Italia è diffusa nelle regioni centro meridionali e nelle isole. In Sardegna e nel Sulcis Iglesiente la specie è diffusissima, in particolare nelle coste e nelle colline, caratterizzando la macchia ad arbusti. 

 

Ecologia e habitat. Il Lentisco è un arbusto, raramente un alberello, sempreverde, molto ramificato, può raggiungere un'altezza di 5 metri. Le foglie sono coriacee (cioè resistenti) e composte da 4-5 paia di foglioline ovate e con il margine intero (paripennate) hanno un forte e tipico odore resinoso. Fiorisce nel periodo compreso tra i mesi di marzo e maggio. I fiori sono di tipo maschile o di tipo femminile e si trovano su piante diverse, sono disposti all'ascella delle foglie dei rametti dell'anno precedente Inoltre sono riuniti in gruppi quelli femminili sono di color verdastro mentre quelli maschili di color rosso bruno. Il frutto è una piccola drupa (frutto carnoso che racchiude un solo seme) oleosa di colore prima rosso, in seguito rosso-scuro per diventare nero a maturazione completa.
Il lentisco è una pianta che teme le basse temperature ed è molto resistente alla siccità. E’ una specie tipica della macchia mediterranea spesso è accompagnato dall'olivastro, dalla fillirea e dal mirto. Si tratta di una specie termofila cioè che vegeta in luoghi aridi, soleggiati. Cresce anche nei terreni con concentrazioni di sali (alofili) tipici delle coste, e spesso battuti dal vento. Si adatta facilmente alle differenti condizioni ecologiche, può crescere quindi: sulle sabbie compatte delle dune stabilizzate, su suoli profondi, nelle pietraie, tra le rupi, nel sottobosco di olivastri di leccio e sughera.


Curiosità. Pur essendo una pianta spontanea nelle zone temperate calde, oggi se ne fa grande uso come pianta ornamentale e per le bonifiche perché è considerata una specie che migliora la qualità del terreno. Il legname del lentisco è apprezzato per lavori di intarsio grazie al colore rosso venato. In passato era usato per produrre carbone vegetale e ancora oggi è apprezzato per alimentare i forni a legna in quanto la sua combustione permette di raggiungere in tempi rapidi alte temperature. Con delle incisioni sul tronco e sui rami del lentisco si ottiene una resina che si rapprende all'aria (mastice); questa ha un odore caratteristico e viene chiamato mastice di Chio che se masticato, diventa una pasta malleabile che aderisce ai denti e, grazie al suo potere antinfiammatorio e antisettico, combatte la gengivite, la piorrea e profuma l'alito. Nella tradizione popolare sarda dai frutti si estraeva un olio chiamato "oll'e stincu" impiegato come combustibile delle lampade o come olio nell'alimentazione. Nelle terapie tradizionali sarde, i rami giovani e le foglie vengono messi per tre giorni tra le dita dei piedi per ridurre la sudorazione; un rametto tenero pestato e finemente amalgamato con olio d'oliva viene usato come unguento per curare le ferite.