Posidonia

Posidonia

Nome scientifico: Posidonia oceanica (L.) Delile
appartiene alla Famiglia delle Posidoniaceae
 

Distribuzione. La Posidonia è una pianta endemica del Mar Mediterraneo vive quindi esclusivamente nei suoi fondali dove ne ricopre circa il 3%, può considerarsi quindi una specie comune. In  Italia e in Sardegna è ben distribuita lungo le coste.


Ecologia e habitat. E’ un pianta erbacea perenne, acquatica, con radici che la ancorano sul fondo. Anche se spesso viene chiamata “Alga”, è una vera pianta e possiede, come la maggior parte le piante terrestri: radici, fusto e foglie. I fusti, robusti, legnosi e ricoperti di moltissime fibre, sono particolari e vengono chiamati rizomi; crescono sia in senso orizzontale, sia in senso verticale. Quelli orizzontali possono raggiungere lunghezze di 15 m e coprire quindi grandi superfici di fondo marino; nella loro inferiore, cioè la parte verso il basso, crescono le radici che si ancorano al terreno per assorbire le sostanze nutritizie; nella parte superiore invece crescono le gemme che danno origine alle nuove piantine (polloni). La parte di rizomi che cresce invece in verticale (verso l’alto), aiutano la pianta a non soffocare dall’insabbiamento: processo naturale dei mari dove si ha un deposito sul fondo di detriti e sabbie. L’insieme dell’intreccio formato da rizomi, radici e fibre, prendono il nome di matte. Le foglie sono di un verde brillante più o meno macchiettate di bruno, nastriformi, unite in ciuffi di 6-7 e lunghe fino ad un metro. Durante l’anno sono capaci di fare la fotosintesi clorofilliana tranne in autunno, quando, quasi tutte le foglie diventano marroni e si staccano dai rizomi. Queste vengono trasportate dalle maree e spiaggiate anche in grossi banchi (banquette) lungo le coste.  Queste sono spesso considerate fastidiose dai bagnanti, che le vedono come un rifiuto, ma in realtà sono molto utili e importanti perché proteggono la spiaggia dall’erosione. Sulle spiagge si trovano inoltre, e soprattutto in inverno, delle "palle" marroni formate da fibre di posidonia unite grazie ai movimenti ondosi del mare e chiamate egagropoli o "palle di mare". I fiori si possono osservare solo sott'acqua e sono riuniti in infiorescenze a forma di spiga: i fiori maschili in alto mentre gli altri sono ermafroditi, cioè fiori che hanno sia gli organi sessuali maschili (stami) sia quelli femminili (ovari). Fiorisce ad ottobre. Il frutto di colore verde o quasi nero è leggermente carnoso, sono ben conosciuti perché anch’essi come le foglie vengono spiaggiati, vengono chiamati "olive di mare” perché somigliano tanto ad una oliva. Il seme è di colore giallastro o verde chiaro.
La Posidonia vive nei fondali sabbiosi del Mar Mediterraneo e avendo la capacità di fare la fotosintesi clorofilliana, ha bisogno di luce e acque limpide, quindi non può crescere dove la luce non arriva in profondità, ma solo nei fondali da 2 a 40 m.


Curiosità. La Posidonia forma delle vere e proprie praterie chiamate posidonieti, questi sono considerati un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere. La Posidonia è una specie protetta, in seguito alla sua elevata importanza per l’ecosistema marino: infatti la Posidonia oltre a dare un importante alimento per molte specie marine, ha anche una funzione di protezione, perché al suo interno possono nascondersi tantissime specie sia soprattutto durante il primo periodo di vita, quando sono più esposti ai pericoli; offre inoltre un substrato (superficie) utile per la deposizione delle uova di molte specie; ma è anche importante per il mantenimento delle spiagge, infatti i suoi accumuli proteggono le spiagge dall’erosione. Il  suo prelievo è una pratica sconsiderata che ha degli effetti negativi: infatti con la rimozione della Posidonia non solo si elimina una importante barriera protettiva ma con essa si sottrae anche una grande quantità di sabbia, infatti al suo interno, il banco di posidonia, contiene una percentuale di sabbia di circa il 50%. Per favorire l’utilizzo delle spiagge senza però rovinarne la loro qualità, sarebbe buona pratica accumulare provvisoriamente i depositi di Posidonia in spazi appositi e restituirla poi, alla fine della stagione estiva, dopo averla nuovamente sparsa lungo la spiaggia, al mare.