Salicornia glauca

Salicornia glauca

Nome scientifico: Arthrocnemum glaucum (Delile) Ung.-Sternb.
appartiene alla Famiglia delle Chenopodiaceae
in sardo viene chiamata: Sussuini

 

Distribuzione. Specie diffusa nell’area mediterranea. In Italia è frequente nei litorali di quasi tutta la penisola e delle isole. In Sardegna è frequente in tutta l’isola, nelle aree salmastre vicino ai litorali.


Ecologia e habitat. Arbusto perenne alto da 20 a 80 cm, legnoso alla base e carnoso (succulento) in alto, di un colore verde azzurrognolo che si arrossa leggermente a maturità. I rami sono corti, opposti (l’uno di fronte all’altro), e formati da una serie di articoli messi l’uno sull’altro, cilindrici e glabri (senza peli). Le foglie sono piccolissime e dall’aspetto simile a scaglie appiattite, carnose, inserite nel fusticino una opposta all'altra, fuse assieme a formare un articolo che avvolge il fusto. I fiori sono piccolissimi e riuniti in altrettanto piccole infiorescenze. Quest’ultime si trovano nella parte terminale dei rametti dell’anno precedente, chiamata spiga. Gli articoli che formano i rametti fertili terminano con un particolare forma a V. I fiori sono disposti sono disposti in una nicchia semicircolare. Fiorisce tra giugno e agosto. Fiorisce generalmente con qualche settimana di anticipo rispetto a Salicornia fruticosa e gli articoli non sono così particolarmente ingrossati, quindi i rami hanno un aspetto più cilindrico e non toruloso come nella Salicornia fruticosa.
La Salicornia glauca vive in ambienti con salinità spesso maggiore di quella marina. Preferisce aree umide salse (ricche di sale) con ristagno d’acqua invernale. Cresce nelle paludi salse vicine ai litorali e sulle sponde degli stagni salmastri costieri.


Curiosità. Le Salicornie, come dice il nome, contengono molti sali tra i quali quelli di iodio e di bromo: per questo i loro succhi avrebbero le proprietà di fornire iodio agli ipotiroidei e di avere un effetto calmante. Sono piante commestibili e fino al dopoguerra sono state sempre raccolte e mangiate come contorno di verdure fresche. Venivano pure conservate sott'aceto con l'aggiunta di qualche foglia d'alloro, pepe, ed aglio, quale piccola risorsa per l'inverno da abbinare a carni bollite. In Sardegna si usa mangiarle dopo una cottura in padella con olio e aglio. Contengono vitamina C e la loro attività antiscorbutica era conosciuta dai Vichinghi che le portavano con loro nelle lunghe navigazioni. Dalle ceneri delle Salicornie si estraeva carbonato di potassio, che veniva utilizzato nella preparazione dei saponi ed nella  fabbricazione del vetro.