Timelea barbosa

Timelea barbosa

Nome scientifico: Thymelaea hirsuta (L.) Endl.
appartiene alla Famiglia delle Thymelaeaceae 
in sardo viene chiamata: Scova de forru, Nerbiazza
 
 
DistribuzioneSpecie tipica del Mediterraneo ben distribuita nelle fasce costiere, frequente anche in Africa nord occidentale e in Asia occidentale. Presente in quasi tutto il territorio italiano tranne che nelle regioni più settentrionali. In Sardegna è abbastanza comune.
 
Ecologia e habitatPianta sempreverde, odorosa, a portamento cespuglioso generalmente di piccole dimensioni (alta fino a 100 cm), con fusti legnosi solo alla base, a corteccia giallastra; rami giovani bianco-lanosi; Le foglie piccole e grassette sono concave (a forma di ciottola) , glabre (senza peluria) inferiormente mentre al di sopra, per la presenza di numerosissimi piccoli pelucchi, si presentano bianche e cotonose. Sono di forma ovata con una piccola punta all’apice, avvolgono il fusticino e si presentano sovrapposte l’una sull’altra in più file, ricordando tanto le tegole di un tetto!. I fiori sono molto piccoli, gialli, isolati o riuniti in gruppetti. Fioriscono dal mese di settembre fino ad aprile. Il frutto è una piccola drupa liscia di 1 mm. 
Cresce nelle macchie, garighe, incolti e zone litoranee, fino a circa 500 m di altitudine. Predilige gli ambienti aridi e caldi, come le aree costiere, sabbiose e ciottolose.
 
CuriositàIn passato gli egizi la utilizzavano per produrre vari tipi di carta fine, per preparare lacci e funi. Questa pianta è conosciuta anche col nome di spazzaforno, perché un tempo veniva utilizzata per pulire i forni a legna destinati alla cottura del pane, preparando con i rami dei fasci che diventavano piccole scope.